".... Le cose che il bambino ama, rimangono nel regno del cuore, fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita, è che la nostra anima rimanga ad aleggiare, nei luoghi dove una volta giocavamo".
Ma Gibran sa che non tutti i luoghi sono adatti al suo aleggiare? Quanto buio qui.
Non ricordava piu' dove aveva letto quella frase, ci pensò, ma niente, non ricordava, quando finalmente, in un flash rivide se stesso bambino, rivide i suoi occhi pieni di lacrime
Il suo aquilone, il suo bell'aquilone , all'improvviso era precipitato giu' in picchiata andando a finire per terra sporcandosi, si girò , vide che gli altri ragazzini ridevano divertiti prendendolo in giro, non si era accorto che era ricoperto di fango, aveva centrato una grossa pozzanghera.
Lo raccolse , con le manine tremanti, corse verso sua madre che gli sorrise dolcemente e insieme ripulirono l'aquilone per vederlo di nuovo volare libero nel cielo.
Il bambino felice sorrise alla mamma e l'abbraccio' stringendola forte alla vita, la guardò di nuovo e saltellando uscì fuori .
Quanto tempo era trascorso da quel giorno? 30 anni!
Al ricordo di sua madre che gli asciugava le lacrime fu preso da una stretta al cuore, intensa, profonda, insopportabile.
Si guardò intorno per cercare qualcosa che potesse distrarlo, ebbe un brivido, si avvicinò al camino , riattizzò il fuoco che illuminava la stanza , quando il trillo del telefono lo distolse da quei pensieri:
"pronto"
"ciao Marco, sono Stefania"
La voce dall'altra parte gli fece balzare il cuore;
aveva sperato fino a quel momento di non ricevere quella telefonata e d'istinto strinse la cornetta con tutta la sua forza.L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto.
Wolfang Goethe